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giorno ) per il tratto di metri centosessanta circa sino al 1861, colmo detto di Pra di Gaggio; ed ivi si ritrova un termine di sarizzo lavorato in cui sta scolpita una croce da ambe le parti, con le lettere L M (Lanzo milanese ) e il n.° 13 da un lato, più un vecchio numero 722; dall'altro la lettera R (Rampogno ), e sul terzo la lettera G (Gandria). Questo termine trovato inclinato, fu collocato di nuovo a posto. Da esso la frontiera si dirige in linea retta verso ponente per il tratto di circa duecento metri, quasi parallelamente e ad una distanza media di circa venticinque metri dal colmo del monte. All'altezza di un piccolo fabbricato ad uso rustico, e alla distanza di ventisei metri dall'angolo nord di questo, si è piantato il nuovo termine n.° 13 113. Da qui continuando verso ponente per altri duecento e dieci metri circa, sino al punto ove la strada della Bolla cambia versante ( dirigendosi verso la cascina detta il Piano d'Orano ), e sull'orlo Est di detta strada si è piantato il termine nuovo n.° 13 213. La suddetta strada della Bolla prosegue a formare frontiera , restando comune ai due Stati, per il tratto di metri cinquecento sessanta circa, sino alla piazza di Valle-Rovina; e quivi si è piantato, in luogo dell'antico termine n.° 14 smosso e molto consumato; un nuovo termine portante lo stesso numero. Questi tre termini, nuovamente piantati con i rispettivi testimoni, sono di sarizzo; e portano, oltre il numero loro competente, le lettere L I (Lanzo Italia ) dal lato italiano e quelle G S (Gandria Svizzera) dal lato svizzero. Si alzano fuori terra centimetri cinquanta.

1861

QUESTIONE QUINTA
Sul luogo detto Valle Rovina tra i Comuni di Lanzo lom-

bardo e Gandria e Castagnola svizzeri. Trattato di Va-
rese -- Specificazione di Porlezza 25 agosto 1754, alinea
24, verso 1. -- Tipo XII del Trattato di Varese. -- Piano
annesso N.° IV rosso.

Testo DEL TRATTATO. Dal suddetto termine posto sulla piazza della Valle-Rovina, rivolgendosi verso mezzogiorno e proseguendo la detta strada (che assume il nome della strada della Val-Rovina) per la tratta di trabucchi cinquecento ottanta, si giunge al sito chiamato in fondo al Prato di Trevigno, ove concordemente dalle parti essendosi asserito dovesse esservi un termine vecchio, se n'è fatto piantare uno coi suoi testimoni formato da una pioda di sarizzo, dell'altezza di braccia due, larghezza braccia uno, grossezza oncie due, e vi si è fatto scolpire dalla parte di Lanzo una croce ed il n.° 15 con le lettere L M indicante Lanzo milanese, e dalla parte svizzera le lettere L C S spieganti Lugano e Castagnola svizzeri; resta infisso nel terreno oncie nove, e si alza fuori terra oncie quindici.

MODIFICAZIONI DELLA COMMISSIONE. Da questo termine n.° 14 situato sulla piazza di Val-Rovina, la frontiera segue il sentiero detto di Val-Rovina che è una continuazione di quello della Bolla e, come questo, sarà di uso comune ai due paesi. Esso conduce con molte tortuosità sino alla facciata Sud dell'Alpe detta di Trevigno. All'Ovest di quest'Alpe e alla distanza di sessanta metri si è ritrovato il termine n.° 15. Questo sentiero forma una curva prossimamente orizzontale della montagna lungo le sinuosità delle testate della Valle Rovina. Esso discende leggiermente nella sua porzione media e si rileva per sa

lire al prato Trevigno. Nel suo corso esso incontra i tre 1861 punti seguenti. L'uno è il termine n.° 14 113. La sua po- i : sizione è tale che rileva il termine n.o 14 nella direzione Nord pochi gradi all'Est, e seconda la punta più bassa (quella di diritta) della cima del Sasso Grande, monte della catena che divide la Valsolda dalla valle di Lugano. Di più da esso si veggono prossimamente in linea retta i due campanili di Massagno e di Bosco, quello di Bosco obbliquando un poco a sinistra.

Il secondo è il termine 14 213. Esso consiste in un'incisione in forma di croce sopra una roccia scoperta di calciscisto, che rileva la foce della Val-Rovina in direzione del monte di Albigorio, e lasciando poco a diritta il campanile di Bré.

Il terzo è l'intersezione del sentiero con il ramo della Val-Rovina, ove trovasi la fontana di Trevigno e il casello del latte addetti all'Alpe di questo nome.

Misurata secondo la sinuosità del sentiero la distanza tra questa fontana e il termine 14 213, si è ritrovata di duecento e quaranta metri, quella dalla fontana al termine n.° 14 113 di seicento e quaranta. Il termine n.° 14 113 nuovamente piantato con i suoi testimoni porta scolpito, oltre il numero, le lettere L I (Lanzo Italia) dal lato italiano, e GS (Gandrio Svizzera) dal lato svizzero. Si erge fuori terra centimetri cinquanta. La croce numerata n.° 14 213 porta superiormente la lettera I (Italia) e inferiormente quella S (Svizzera).

Si è stabilito che la fontana di Trevigno sia di uso comune ai pastori dei due Stati, e libero in ogni circostanza il transito dall'Alpe di questo nome alla fontana ed all'annesso casello.

1861

QUESTIONE SESTA

Sul luogo detto il Colmo di Creccio tra i Comuni di Lanzo

lombardo ed Arogno svizzero. - Trattato di Varese. Specificazione di Porlezza 25 agosto 1754, alinea 28, verso 1. -- Tipo XII del Trattato di Varese. Piano annesso NV rosso.

TESTO DEL TRATTATO.

Ascendendo dal detto termine al colmo detto il Piano di Creccio, più discendendo per retta linea al piano di Creccio ossia di Crecchio, per la tratta in tutto di trabucchi trecento trenta, si è trovato un altro termine vecchio formato di una pioda di sarizzo bianco alto fuori terra oncie quindici, largo oncie sette, grosso oncie una e mezza con scolpita la lettera L dalla parte di Lanzo ed il 1610, e vi si è fatto aggiungere la lettera M per indicare Lanzo milanese, con il n.° 19, e dalla parte di ponente si è ritrovata scolpita la lettera R essendovisi aggiunta la lettera S per dinotare Rogno svizzero.

MODIFICAZIONI DELLA COMMISSIONE.

Ascendendo da questo termine n.° 18 (che essendosi trovato spiantato, fu dalla Commissione fatto ristabilire) si salirà alla più alta cima del monte di Creccio, non più secondo la linea retta, ma secondo le sinuosità della costiera; poi da questa più alta cima discendendo in linea retta al Piano di Creccio ossia di Crecchio, si ritrova un altro termine ch'è il n.° 19 citato dal testo.

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Sul luogo della Cascina Pianazzo tra i Comuni di Ronago lombardo e Novazzano svizzero. -- Trattato di Varese. Specificazione di Milano 20 ottobre 1754, alinea 77, verso 1. - Tipo XV del Trattato di Varese.

TESTO DEL TRATTATO.

Rivoltandosi alla destra verso ponente, e seguendo l'andamento di una siepe viva per la tratta di trabucchi trenta, indi attraversando il ronco addimandato il Pianazzo, e passando avanti del portico della Cascina del Pianazzo per la tratta di trabucchi cinquantacinque, poi proseguendo l'accesso che va alla detta cascina sino al zerbido detto la Pansella per altri trabucchi trentasette immediatamente fuori alla sinistra della porteglia che serve per detta cascina, si è fatto piantare coi suoi testimoni un termine di sasso rozzo, lungo oncie diciotto, largo oncie nove, grosso oncie tre, su cui si è fatto scolpire il n.o 93 con le lettere N. S. dalla parte di levante indicanti Novazzano svizzero, e dalla parte di ponente le lettere R. M. spieganti Ronago milanese. S'erge fuori terra oncie nove.

MODIFICAZIONI DELLA COMMISSIONE. Rivoltandosi alla destra verso il Sud-Ovest si prenderå l'allineamento della facciata Sud-est della cascina denominata Pianazzo, ove, di contro all'angolo Est di detta cascina, si è piantato con i suoi testimoni un nuovo termine portante il numero 92 112. Esso è di granito, largo di quaranta centimetri, alto fuori terra di trentraquattro; e oltre al numero citato, porta dal lato italiano le lettere R. M. (Ronago milanese) e dal lato svizzero le lettere N. S. (Novazzano svizzero).

Da questo termine radendo la facciata suddetta della ca

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