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*) Zwei schlechte Dichter, der erftere ein Franzos, deg

beim Botteau zum Sftern, und der zweite ein Römer, der beim Juvenal vorkommt.

Mienzini.

Pria con le rozze travi il Mar si tenta,
Poi la vita commise a un cavo legno
L'antica gente al vello d'Oro intenta.

Mostrò dunque Natura al vago ingegno
Come un tronco sull' onda si sostiene,
Poi l'Arte oprovvi il suo fabrile ordegno.

Poi disse: Andiamo alle Peruvie arene,
Cerchian la più remota ultima terra,
Ricca di preziose argentee vene.

Or vedi come l'Arte è, che disserra
Le dubbie strade, e come dal profondo
Pelago uscendo, il porto al fin fi afferra.

Apollo oricrinito, Apollo il biondo,
Se dir bastalle, ogni poeta il dice,
E nel suo dir pargli toccare il fondo.

Oh di senno e di cuor turba infelice!
Ogni raggio, che a Febo il crin circonda,
Aspra faili

per voi folgore ultrice.

Pur, se ti piace di solcar quest'onda,
Osserva meco, se le firti, e i Autti
Schiviain per arte a i defir tuoi seconda.

Siccome fon degli edificj estrutti
Prime le fondamenta, il parlar bene
Ha mill' altri bei pregj in un redutti.

Oggi il Sabino, e’l Nomentan se viene,
E pretende il primato; e chi dal monte
Scende, per puro il suo linguaggio tiene.

Come vuoi, che dilette, e che s'impronte
In delicata orecchia un, che spavento
Mette alle Muse, e n'avvelena il fonte ?

Pria

Nienzini.

Pria conoscer bisogna il puro argento
Del Toscano Parnaso; e'l pronto acume
Fiffar più, che al di fuori, al bel, ch'è dentro.

Dolce d'Ambrofia e d'Eloquenza un fiume
Scorrer vedrai dell'umil Sorga in riva
Per quei, ch'è de' Poeti onore e lume.

Nè chieder devi ond' egli eterno viva:
Perchè 'l viver eterno a quel fi debbe
Stil puro e terso, che per lui fioriva.

E se per grotti e scogli ir gli rincrebbe,
Pensi, che non avesse il piè gagliardo
Di montar dove ogni altro Ingegno andrebbe.

Or or t’intendo: neghittoso e tardo
Stimi, chi, come te, non istrabalza
Senz' aver del costume altro riguardo.

E non pensi s'è proprio, e se vi calza
Un detto più, che l'altro; e sferzi, e sproni
Il puledro mal domo in ogni balza.

Perchè per poetar non ti proponi L'esempio di coloro, ond'è, che in pregio Italia vince l'Europee Nazioni?

I tu segui color, che fon di sfregio Alle nobili Muse; e orpello e tresche Credi, che sien paludamento regio.

Ciò che mandi il Perù, cio che si pesche
Nel mar d'Arabia, in un detorme oggetto
Ne farà mai, che gli altrui sguardi adesche.

Anzi quel, che di ricco, or pur d'eletta Gli metti in torno, vispiù al vivo scuopre Della bruttezza il repugnante effetto.

Mienzini.

Qui un saggio Spirto la prudenza adopre;
Che modesta beltà talvolta appare,
Meglio qualor fugge fe ftesin, e cuopre.

Vedi, che la Pittura illustri, e chiare
Fa resultar le parti allor, che sprezza
O adombra quel, che fi potea mostrare.

Tronca ciò, che ridonda: e la Chiarezza Sia compagna a tuoi scritti; ofcuro carme Talor fi aborre, e poco ancor fi apprezza.

Combatte con la polve, é con le tarmë
Libro, che non s'intende; e da sì acerbo ,
Fato fol pud perspicuitade aitarme.

Ben vedi, come in un congiungo e ferbo
Nobiltade e Chiarezza: ambo lon poli
D'un scritto illustre: or fa di ciò rilerbo,

Purché all' Oscurità mentre t’ involi,
Non dia nello smaccato, che dimostra
Cervel, che non fi scaldi, e che non voli.

con l'oscurità ben spesso giostra Chi vuol esser conciso: ed il diffuso Nel contrario talor troppo fi prostra.

Altri fortiro un natural confuso,
E vorrebbon dir tutto, Un buono stile
In mezzo di due estremi sta rinchiulo,

/

N i ccoboni.

Riccoboni.

Lodovico Riccoboni, geb. zu Mudena: um das Jahr 1682, gest. žu Paris, 1753. Er war reivi Schauspieler, und, nach vielen vergeblichen Bemühungent jtr Verbesserung der Bühne feiner Nation, Unführer einer jul Paris 1716 er: richteten italianischen Gesellschaft bis 1729, da er als Hauss bofmeiffer in die Dienste des Herzogs von Paria gieng, nach defien Tode er aber wieder zu Paris, vom Theater ents fernt, lebte. Sein Gedicht L'Arte Rappresentativa, welches aus rechs Abtheilungeli, oder Capitoli, besteht, farieb er schon in seinen jüngern Jahren. Es ifi ais Aniang des er: ften Bandes reiner Histoire du Theatre Italien, unter der Mufschrift, London, 1728, gr. 8. gedruckt. Er hat darin die vornehmsten Regeln der Schauspielfunft, vornehmlich in Rücksicht auf seine Nation und auf die komische Gattunge zwar nicht sehr methodisch, aber lebhaft und eindringlich vorgetragen; und manche den Dichter und Schauspieler ges gebne Winke, manche von andern ganz übersehene feine Bas merkungen, verratben den geübten Künstler, der sich damals foon viel Erfahrung gesammelt, und über eine Stunt reif: lich nachgedacht hette. In dem hier mitgetheilten vierten Kapitel lehrt er den angehenden Schauspieler die Pflichten, welche er in Ansehung des Gebehrdenspiels, der Abånderuns gen der Stimnie, und des lebendigen Ausdrucks der Leidens schaften zu beobachten hat, und ermuntert ihr, dieß alles in der Natur und im wirklichen Leben zu studiren.

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